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Notiziario

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"Seconda Linea Missionaria" – Onlus

vuole essere uno strumento utile alla "Prima Linea Missionaria"

che opera nei paesi poveri del terzo mondo

Resoconto dell'attività missionaria dall'1-1 al 31-12-2007


Resoconto globale attività 2007  Indice delle pagine del Notiziario di Ottobre 2007 (81^ Giornata Missionaria Mondiale):

 Tutte le Chiese per tutto il mondo

E' ormai tradizione che, in occasione della Giornata missionaria mondiale, il nostro gruppo missionario parrocchiale, nel suo intento di animazione missionaria della comunità, in aggiunta all'appello che rivolge a tutte le Messe, appronti anche un apposito giornalino per aiutare la riflessione sui temi e sulle urgenze della missione "ad gentes". E la tradizione vuole anche che questo giornalino si apra con un articolo del Parroco che, oltre ad essere il primo responsabile dell'animazione missionaria della comunità, è anche l'assistente spirituale dello stesso gruppo missionario.


Nei trenta anni di servizio pastorale in questa parrocchia ho avuto occasione di presentare i più diversi aspetti della nostra missionarietà, per cui potrei correre il rischio di ripetermi. A scongiurare questo rischio, mi viene in aiuto il tema che il Papa stesso sceglie e illustra con un suo articolato messaggio per ogni giornata missionaria.
Il tema di quest'anno 2007 è "Tutte le chiese per tutto il mondo". Cosa vuol dire? Che la missione non è più a senso unico, dall'occidente all'oriente o dal nord al sud del mondo, cioè dai paesi di antica tradizione cristiana verso quelli in cui la Chiesa non è stata ancora piantata, ma la missione compete a ogni chiesa, sia essa di antica o di recente tradizione, nei confronti di tutta l'umanità, di tutto il mondo.
Questo tema è stato scelto dal Papa perché quest'anno ricorre il cinquantenario dell'enciclica di Pio XII "Fidei donum", del 1957, che ha tracciato uno statuto di collaborazione tra le chiese, per cui molte chiese locali hanno inviato ad altre chiese locali, che ne avevano particolarmente bisogno, dei propri sacerdoti diocesani come missionari che si mettessero a disposizione dei vescovi locali, pur mantenendo l'incardinazione, cioè l'appartenenza ecclesiale e giuridica alla chiesa madre che li aveva mandati.
E' questa la logica dello "scambio dei doni" tra le chiese, che ha prodotto molti frutti in questo cinquantennio.
Anche noi, ormai siamo abituati a vedere preti di colore, o comunque non italiani, che esercitano il ministero sacerdotale nelle nostre parrocchie. In alcune diocesi questi sacerdoti che vengono da lontano sono molto abbondanti e arrivano a sfiorare quasi la metà dell'intero presbiterio diocesano. Si sta avverando, così, ciò che solo qualche decina di anni fa sembrava una battuta: "Verranno dall'Africa, dall'Asia e dall'America latina ad evangelizzare la cattolicissima Europa".
In termini concreti questo ci fa toccare con mano che il Vangelo non è appannaggio né dell'occidente, né dell'oriente, non appartiene a nessuna cultura ma si "incultura" in ogni civiltà e, inoltre, che la Chiesa è missionaria per essenza, per cui da ogni chiesa, in qualunque parte del mondo si trovi, partono i missionari per annunciare dovunque il Vangelo.
In questo contesto teologico viviamo anche la nostra relazione con le missioni del Malawi con cui siamo gemellati. Si tratta di una condivisione e di uno scambio di doni: noi diamo qualcosa, ma riceviamo anche qualcosa, magari di più prezioso, come la freschezza della fede di quelle popolazioni che, con gioia, nonostante la povertà, cantano le lodi del Signore e infondono nuovo sangue e nuovo entusiasmo nelle nostre arterie decrepite.
A tutti l'augurio di trarre profitto da questa giornata per formare nella nostra parrocchia di S. Monica una comunità sempre più ministeriale e sempre più missionaria.
Mons. Giovanni Falbo, Parroco


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Viaggio 2007 - 2^ puntata

Dopo sei anni di assenza dal Malawi, ( escludo il breve viaggio di aprile offertomi dai Giovani di "Ostia per l'Africa") era ovvio che avessi desiderio di rivedere tanti altri luoghi da me frequentati negli anni passati. Insieme a mia moglie siamo riusciti a visitare alcune missioni, altre, purtroppo, no; sia per mancanza di tempo che per i molti impegni dei missionari che non sempre sono riusciti a soddisfare i nostri desideri. Posso dire , però, che ho girato in lungo e in largo la Parrocchia di Balaka in tutti i suoi villaggi; e questi sono veramente tanti ed ognuno lontano dall'altro nell'immensa savana.
La nostra amica Ethel è sempre stata disponibile ad accompagnarci dove le abbiamo chiesto. Ha avuto il permesso del missionario e abbiamo potuto visitare alcune famiglie di orfani in zone veramente impervie. Ci siamo così resiconto di quanta strada debbono fare gli orfani quella volta al mese che ricevono la rata inviata dai loro adottanti. Questo fatto ci ha maggiormente convinti che ognuno di loro ha necessità di una bicicletta; specialmente quelli che vivono nelle zone più lontane sia dal centro di raccolta che dalla scuola. Mi sono fatto fare da Ethel un elenco dei villaggi più remoti per farmi mediatore affinché le famiglie italiane di questi bambini siano disposte a donare un' "una tantum" di 60 euro perché il loro bambino o la loro bambina possano raggiungere più facilmente le località lontane.
A proposito di biciclette, devo dire che in Malawi, come si dice da noi, di "necessità si fa virtù". A Balaka e nei dintorni, ma anche in altre zone a sud che è il territorio ritenuto più povero, le bici fanno lavorare tanta gente, soprattutto i giovani. Lungo le strade ci sono vari parcheggi in cui fanno mostra numerose biciclette pronte a far da taxi a chi lo richiede. Il sedile posteriore, imbottito magari di qualche straccio per renderlo più morbido, è messo a disposizione dell'eventuale passeggero. Ognuno ha la licenza e paga al Governo la tassa annuale richiesta.
Elenco qui il nome dei villaggi che Ethel mi ha consigliato e che ognuno può vedere sulla cartina che potrete trovare sul nostro sito internet dopo aver letto sulla scheda il nome del villaggio abitato dal vostro adottato: Misu, Mwae, Makuta, Pyoli, Kapandatsitsi, Ammonitsute, Khuisa, Chmwalire, Sawali, Chiyendausiku.

Sessanta Euro "una tantum" non faranno impoverire nessuno di noi e speriamo che tutti saremo d'accordo per rifornire tutti i nostri ragazzi adottati di una bicicletta in qualsiasi villaggio abitino anche se non lontano dalla scuola. Per i malawiani, anche se adulti, la bicicletta è l'unico mezzo di trasporto che si possono permettere e sopra di essa portano a volte montagne di legna, carbone, cesti e, all'occorrenza, qualche capretta o altri animali legati dietro. Vi assicuro che quella bicicletta fabbricata dagli indiani del Malawi è veramente robusta e costa poco.
Assicuro a tutti una cosa: Ethel, al momento della consegna della bicicletta al ragazzo, lo fotograferà e ci invierà la foto che noi consegneremo a voi.

Visitando la Missione di Ulongwe gestita da Suor Serafina di Bergamo ho potuto notare che esiste una sorta di piccolissima scuola che viene usata come asilo per i più piccoli (sono 350 bambini) Non hanno banchi né sedie. La suora ha preparato un progetto per la costruzione di un asilo dove questi piccoli possano liberamente giocare tra di loro ed anche... riuscire a mangiare un po' a colazione e a pranzo dato che tanti sono poverissimi e, magari, non hanno spesso a casa nulla da mangiare all'infuori di qualche cucchiaio di polenta. La costruzione dell'asilo dovrebbe costare intorno agli 80.000 euro. 20.000 euro la suora mi ha detto che già li ha, infatti ha comprato il primo materiale per iniziare i lavori. Noi dell'Associazione "Seconda Linea Missionaria" ci siamo presi l'impegno di dare una mano a suor Serafina delle Suore Sacramentine di Ulongwe. Le daremo quello che riusciremo a raccogliere. C'è qualcuno che vuole aiutarci? Chi desidera saperne di più potrà scrivere al mio indirizzo e-mail che troverete qui in una di queste pagine o telefonarmi direttamente a casa oppure venire in sede secondo i nostri orari.
Gli asili, in realtà, aiutano molto i bambini perché , a differenza di quelli che non lo frequentano, arrivano più preparati alle elementari ed è più facile per loro riuscire a studiare meglio.
In Malawi le prime tre classi elementari sono quasi tutte senza banchi ed i bambini, quando riescono a scrivere, siedono per terra. Come si possono far sedere 120 ragazzi in una classe se non per terra? E come si può scrivere seduti per terra? E' questo il motivo per cui la nostra associazione cerca di finanziare il più possibile la costruzione di scuole ed asili preferendoli ad altre iniziative anche necessarie.
Un esempio. Noi abbiamo fatto costruire la scuola primaria S. Agostino da appena 4 anni. Visitandola il mese scorso la preside mi ha fatto vedere due classi di studenti fuori della scuola seduti per terra. Servono almeno altre due aule. Da un lato questo dispiace però dall'altro ci fa gioire perché significa che più ragazzi frequentano la scuola e questo non può che portare buoni frutti per la crescita del Paese. Inoltre, in questi ultimi anni, si stanno costruendo nella Missione di Balaka altri 4 grandi asili che ospiteranno complessivamente circa 2.000 bambini che sicuramente, anche durante le carestie che potrebbero venire, non moriranno di fame; perché questi asili, come quelli creati da noi, saranno sovvenzionati dai vari gruppi che li hanno costruiti.

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Il send-off nelle adozioni

Carissimi genitori delle adozioni,
recentemente abbiamo ricevuto la documentazione di fine adozione per 57 adottati e l'abbiamo inviata agli interessati.
La festa di fine adozione (send off) segna l'invio alla vita perché i ragazzi e le ragazze sono diventati grandi e, grazie a chi li ha aiutati, possono affrontare la vita con tanta fiducia e autonomamente.
Durante la festa del SEND OFF agli adottati viene assicurato l'aiuto, in caso di bisogno, da parte dei missionari e ricevono una busta con 100 euro per iniziare il nuovo cammino, una Bibbia, una pentola ed una zappa (100 euro non sono pochi se pensate che lo stipendio medio di chi lavora è di 20 euro).
Il miracolo dell'adozione si è compiuto, è la conquista di un domani diverso.
Agli adottati il missionario dice: "l'amore che avete ricevuto ora donatelo, fate della vostra vita un segno di generosità, di condivisione e amore."
Siamo fiduciosi che il vuoto lasciato da chi ha terminato l'adozione verrà presto colmato con una nuova adozione perché sono ancora tanti i bambini e le bambine che aspettano il nostro aiuto.
Ancora una volta ci scusiamo se non sempre possiamo soddisfare il vostro più che giusto desiderio di avere notizie frequenti dei vostri figli africani.
I mezzi a disposizione dell'ufficio adozioni di Balaka sono sempre molto ridotti e....l'Africa è molto lontana!!
Speriamo che con i nuovi computer che abbiamo inviato si possa avere uno scambio di informazioni più efficace in modo di garantirvi notizie aggiornate sui vostri bambini.
Grazie per tutto quello che avete fatto e che continuerete a fare.

Un saluto a tutti. Piero.

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I giovani entrano nel gruppo Seconda Linea Missionaria

Il nostro gruppo ha avuto la gioia, in queste ultime settimane, di cominciare un'esperienza nuova, un vero e proprio rinnovamento che vedrà fiorire nella vocazione missionaria della "seconda linea" un gruppo di giovani che hanno deciso di donare parte del loro tempo alle nostre iniziative.
Si tratta allo stato attuale di 7-8 ragazzi che hanno cominciato a riunirsi insieme a Paolo, uno dei nostri membri, nella nostra sede il mercoledì sera alle ore 18 per cominciare a mettere a fuoco un cammino di formazione che porterà a breve all'azione solidale e alla testimonianza. I giovani che vogliamo presentare in questa giornata missionaria hanno deciso subito di aderire al progetto relativo alla fornitura di biciclette per i nostri orfani e hanno voluto intitolare il progetto per il quale cominceranno a lavorare "Una bicicletta per la vita".
Chi volesse aderire alla sezione giovanile di "Seconda Linea Missionaria" può venire direttamente in sede il mercoledì alle 18.
Chiediamo a tutti di sostenerci con la preghiera in questa nuova ed entusiasmante avventura. 

Visita alle nostre missioni del Malawi (27 luglio - 2 settembre 2007)

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