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"Seconda Linea Missionaria" – Onlus

vuole essere uno strumento utile alla "Prima Linea Missionaria"

che opera nei paesi poveri del terzo mondo

Visita alle nostre missioni del Malawi (27 luglio - 2 settembre 2007)

Il nostro fondatore e presidente Giuseppe Aragona, insieme a sua moglie Maria, si è recato per oltre un mese nelle nostre missioni del Malawi per verificare di persona come il nostro impegno, attraverso i missionari, si traduce in amore, solidarietà e promozione umana

 

Sono appena rientrato dal Malawi dove mi sono intrattenuto, nella Missione di Balaka, da fine luglio ai primissimi di settembre. Ospite della "Casa del Volontario" creata da qualche anno dall'infaticabile Padre Mario Pacifici. Alloggiavamo nella casa, oltre a mia moglie, altri amici e conoscenti di varie parti d'Italia tra cui medici, odontoiatri, elettricisti, muratori, casalinghe e altri volontari. Ma non mancavano giovani che per la prima volta si recavano in Malawi per provare in cosa consiste "fare il volontario" e in quale campo si possa essere utili qualora ci si convinca di dare un po' del proprio tempo per altra gente che ha veramente bisogno di aiuto.

Nei primi dieci giorni era anche con noi un gruppo di giovani romani della Parrocchia San Luigi di Montfort ed una signora della Parrocchia di S. Monica di Ostia che ha voluto prolungare il soggiorno con noi. Il gruppo si è amalgamato così bene ed è stato così simpatico che quando è partito ha lasciato nella Missione un certo vuoto... Questo ci ha sollecitato ad immaginare che da Roma il prossimo anno cercheremo di organizzare e di far partire una nuova visita alle Missioni del Malawi.
 Per me, volontario di "Seconda Linea", il soggiorno ha significato visitare ancora una volta la vasta Missione di Balaka, i lavori programmati con il missionario negli ultimi anni, quanto è stato fatto e quello che sarà più utile fare negli anni a venire.
 Ma oltre a questo c'erano da visitare i vari villaggi dell'immensa parrocchia dove vivono le famiglie che ospitano le migliaia di orfani che la nostra associazione sostiene attraverso tanta gente di buona volontà con le adozioni a distanza.
 Ma non è solamente la zona di Balaka che l'Associazione "Seconda Linea Missionaria" segue ormai da 35 anni in Malawi. Sono almeno ancora una quindicina le missioni, tutte bisognose di aiuti di ogni tipo che, purtroppo, non sempre si riescono a soddisfare per mancanza di mezzi finanziari.
 Erano 5 anni che non visitavo il Malawi e, posso dire, che nell'entrare nella "cittadina" di Balaka ho avuto un moto di autentica felicità. L'ho trovata irriconoscibile e man mano che giravo per quelle "strade polverose" (ma strade) mi si riempiva il cuore di gioia. I missionari avevano veramente lavorato sodo e i vari aiuti economici arrivati dall'Italia erano stati veramente spesi bene.
 Abbiamo scattato tantissime foto per testimoniare a tutti coloro che in questi ultimi anni ci hanno aiutato, con i loro sacrifici, a fare la nostra parte in questa "testimonianza di amore" verso i più poveri, che i loro aiuti sono stati preziosi: l'asilo Santa Monica, la scuola primaria (Elementare e Media) S. Agostino e, soprattutto, la Scuola Professionale di Arti e Mestieri erano là ad indicare che i sacrifici di tante persone avevano dato dei buoni frutti.
 E' stata commovente la cerimonia per la consegna di un quadro con la foto del familiare deceduto di una famiglia di Ostia che il giovane preside del "Reparto Falegnameria" ha posto all'ingresso della casa costruita con una generosa offerta che la moglie ha voluto fare in memoria del proprio congiunto. Erano là tutti giovani che hanno pregato per lui ed applaudito. Porterò alla signora il film e le foto di questa testimonianza d'amore.
 Ma non è solo questo. Il dott. Carlo Spini, un medico volontario toscano che più volte noi abbiamo nominato in questo sito, ha finalmente un suo ospedale dove può operare le mamme malate di aids affinché i bimbi che da loro stanno per nascere, nascano sani; che le mamme vengano curate, anche se ancora, purtroppo, non potranno guarire, ma potranno vivere per lungo tempo ancora vicino a i propri bambini attraverso interventi costanti di ipernutrizione per difendersi dalle insidie delle malattie conseguenti all'aids. Qui, i nostri amici della "Seconda Linea Missionaria" della Provincia dell'Aquila sostenuti dal nostro amico Ilario, hanno finanziato la creazione della sala operatoria dove il dott. Carlo "compie il miracolo" della nascita del bimbo sano.
 Non pensate che Padre Mario Pacifici si sia fermato a queste realizzazioni. A Mpulula (circa 10 km. da Balaka) è in costruzione un asilo per 350 bambini; un altro finanziato da un Gruppo missionario di Rosignano Solvay è in fase di ultimazione a Mbera, (circa 25 km. Da Balaka) ed ancora un altro a Toleza, a 10 km. da Mbera finanziato da un gruppo di amici di un paese della provincia di Bergamo capitanato dal caro amico Agostino che ha avuto la sventura di perdere a distanza di un anno l'unico figlio e la moglie e che adesso passa quasi metà del suo tempo nel paese africano.
 Nei circa 40 giorni passati in Malawi ho potuto vedere ed osservare tante altre cose, belle e meno belle. Ma di queste parleremo più in là. C'è tanto da dire anche di altri missionari come Padre Piergiorgio Gamba e P. Luciano Marangon che stanno creando veramente grandi cose che faranno accorciare i tempi per il progresso della popolazione malawiana. Ma questo la "Prima Linea" potrà farlo se c'è una "Seconda Linea Missionaria" che la sostenga con la preghiera e con gli aiuti economici.
 Ormai a Balaka si parla e si scrive di Ostia, di Santa Monika (ovunque è scritto così, con la kappa); ma anche a Kankao, a circa 30 km, dove sorge la Missione che fino a pochi mesi fa, prima della sua scomparsa, era la Parrocchia di Padre Gianni Maggioni, grande e vecchio amico di Ostia. Là, insieme con lui, si sono costruite numerose aule scolastiche, la Chiesa di Santa Monika e l'asilo di Santa Monika che lui ha voluto chiamare "Santa Monika due" per distinguerlo da quello della Missione di Balaka. Di questo di Kankao ci siamo preso l'impegno di assisterlo economicamente sia nell' alimentazione per i circa 100 bambini che occupa che per pagare il personale. E' una parrocchia veramente povera, più povera delle altre.

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